
La nostra storia (2006 - 2017)
Dal 1991 alla nascita del Seminario e ai primi dieci anni
Il Seminario Redemptoris Mater di Lezhë è nato nel 2005 da una lunga semina: quella iniziata nel 1991, quando l’Albania usciva da quasi mezzo secolo di ateismo di Stato, con i primi viaggi dei catechisti itineranti del Cammino Neocatecumenale. Queste pagine ripercorrono, in breve, il libro dei primi dieci anni del Seminario (2006–2017), che puoi sfogliare per intero in fondo alla pagina.
Una Chiesa uscita dalla persecuzione
La fede cristiana in Albania è antichissima: già san Paolo scriveva di aver portato il Vangelo «fino all’Illiria» (Rm 15,19). Proprio a Lezhë, nella Cattedrale di San Nicola, Giorgio Castriota Skanderbeg sigillò il 2 marzo 1444 il patto dei principi albanesi e lì volle essere sepolto.
Dopo secoli di dominio ottomano, il regime comunista di Enver Hoxha (1944–1990) cercò di cancellare ogni religione: nel 1967 l’Albania si proclamò primo Stato ateo del mondo. Su 6 vescovi e 156 sacerdoti, 65 furono giustiziati e 64 morirono in prigionia o nei campi di lavoro; ne sopravvissero soltanto 33. Molti di loro sono stati beatificati il 5 novembre 2016 tra i martiri albanesi, tra cui il francescano Serafin Koda, ucciso proprio a Lezhë nel 1947.
«Che il loro sangue sia seme di nuovi cristiani, e che anche il nostro seminario possa essere un luogo di questa testimonianza.»
— d. Frano Čivljak
Dal Cammino Neocatecumenale al Seminario
Il primo viaggio
Nel marzo 1991 una delegazione della Santa Sede arriva a Tirana. Il 26 agosto Silverio Cartolano e padre Bonaventura Mossuto compiono il primo viaggio in Albania per conoscere la realtà e incontrare i presbiteri sopravvissuti. Alla domanda «Cosa ha significato per voi questo tempo?», un sacerdote risponde: «Odio alla fede!».
La prima comunità di Tirana
Il 25 aprile san Giovanni Paolo II, con Madre Teresa, celebra a Scutari e consacra i primi quattro vescovi della Chiesa risorta. A settembre Silverio e Giovanna Cartolano arrivano con i loro quattro figli: sono la prima famiglia missionaria italiana in Albania dopo la dittatura. L’11 settembre inizia la catechesi nella chiesa del Sacro Cuore di Tirana e il 7 novembre nasce la prima comunità, con 27 fratelli.

Anni di prova
Arrivano i primi presbiteri fidei donum e, dal 1998, le prime famiglie in missione. Sono anni difficili: incomprensioni, la crisi delle «piramidi» e la guerra civile del 1997, la guerra in Kosovo del 1999, quando la catechesi viene annunciata anche ai rifugiati kosovari. Alla morte di Madre Teresa, nel 1997, si chiede alla santa di Calcutta la grazia di presbiteri per l’Albania.
Nasce la comunità di Lezhë
Nascono nuove comunità a Gurizi (Scutari) e, nel 2001, la prima comunità di Lezhë. Diventa sempre più chiara la necessità di presbiteri formati nel Cammino per la nuova evangelizzazione. Padre Ottavio Vitale, allora Amministratore apostolico di Lezhë, chiede a Kiko Argüello un seminario Redemptoris Mater nel 2002 e di nuovo nel 2004. Nello stesso anno si conclude la traduzione in albanese del Dizionario biblico Dufour.
«Nascerà il Redemptoris Mater in Albania!»
L’8 settembre Kiko chiede di pregare tutta la notte per il seminario; il giorno dopo arriva il sì. Don Lorenzo Rossetti accetta di esserne il rettore e il 10 settembre 2005 il Seminario nasce ad experimentum con quattro seminaristi: un italiano, uno spagnolo, un croato e un polacco. Al Seminario viene affidata la reliquia di santa Elizabeth Ann Seton, che ne diventa la protettrice.

Il decreto di erezione
Il 6 gennaio padre Ottavio Vitale è consacrato vescovo. Nella solennità dell’Immacolata, nel dicembre 2006, firma il decreto di erezione del Seminario Diocesano Missionario Redemptoris Mater di Lezhë.
La prima pietra
Il 1° giugno 2009, a Patalej, Mons. Vitale presiede l’Eucaristia per la posa della prima pietra del nuovo seminario: una pietra tratta dalla grotta di San Michele, sul Gargano, e scolpita da un artigiano locale. Il 9 dicembre, nell’Aula Paolo VI, la pietra è benedetta da papa Benedetto XVI.

La costruzione e l’inaugurazione
Con l’aiuto di tanti benefattori, soprattutto delle comunità di Puglia e Basilicata, e il lavoro di operai albanesi guidati dall’ing. Kol Pema, sorge il nuovo edificio secondo la «nuova estetica» proposta da Kiko: cappella, santuario della Parola, biblioteca, aula magna, refettorio e camere. Il 19 giugno 2011 si benedice l’edicola della Vergine; il 29 settembre 2012 il Seminario viene inaugurato.

I primi presbiteri
Dopo Kiko Marco, ordinato nel 2008, il Seminario vede le ordinazioni presbiterali di Frano Čivljak e Abraham Sánchez (2013), Guillermo Flores e Matteo Piragnolo (2016) e Mateusz Drzewiecki (2017). Nel decimo anniversario il Seminario conta 12 seminaristi di 8 nazionalità.

Una giornata in seminario
La vita del seminarista si regge su due pilastri: la preghiera e lo studio. Accanto a questi c’è la vita di comunità: ogni seminarista cammina, a due a due, in una comunità neocatecumenale di una parrocchia.
6:45 · Lodi
Lodi cantate in cappella, con un Vangelo aperto a caso per iniziare la giornata.
9:00 · Lezioni
Studi all’Istituto filosofico-teologico di Scutari: 2 anni di filosofia e 4 di teologia.
Pomeriggio · Studio
Studio personale fino alle 19:00, dopo il pranzo e un tempo di riposo.
19:00 · Eucaristia
Celebrata nella forma del Cammino; il giovedì è offerta per tutti i benefattori.
Il venerdì pomeriggio si fa la scrutatio del Vangelo della domenica davanti al Santissimo e nella notte c’è l’adorazione continua per i benefattori. La domenica i seminaristi servono nelle parrocchie e pranzano con le famiglie in missione. Non manca lo sport: una partita di calcetto a settimana, anche con i figli delle famiglie.
Il libro dei dieci anni
Il volume 2006–2017 raccoglie testimonianze, documenti e fotografie: la storia della persecuzione, il racconto degli inizi del Cammino in Albania curato da Silverio e Giovanna Cartolano, l’identità dei seminari Redemptoris Mater spiegata dal rettore d. C. Lorenzo Rossetti, la costruzione del Seminario e le ordinazioni. Sfoglialo qui sotto, pagina dopo pagina.